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Per una fondazione della patafisica enologica italiana

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Per una fondazione della patafisica enologica italiana

febbraio 8, 2019

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Nonostante i progressi della scienza in tutti i campi – tranne purtroppo in quello della cura alla dislessia elettorale – a tutt’oggi non esiste nel nostro paese un gruppo anche piccolo di studiosi di patafisica enologica. La patafisica, per chi non lo sapesse, è stata fondata da Alfred Jarry alla fine dell’800 e i suoi principi fondamentali si possono leggere nella relativa voce di Wikipedia. I francesi, più avanti di noi in campo enotecnico, vantano da anni una robusta scuola patafisica del vino: il cavallo di scena, che percorre solo due filari ad usum dei fanatici vinnaturali gonzi; il microbullage biodinamico; la gomma arabica Grand Cru sono solo alcuni dei loro strumenti di lavoro.  Per ovviare a questa strana e inaccettabile lacuna nazionale mi offro volontario e faccio da apripista. Segnalando oggetti patafisici vinosi già ideati, realizzati e immessi sul mercato, all’insaputa dell’enoappassionato italico anche smaliziato. Cavatappi a infrasuoniUtile stappaturaccioli costituito da un corpo centrale (a batteria) simile a un telecomando, dal quale si diparte – tramite un filo elettrico – una banda/elettrodo da applicare al collo della bottiglia. Agisce emettendo frequenze bassissime, percepibili solo dall’udito molto fine del sughero, che reagisce vibrando e autoestraendosi. Molto meno invasivo dei cavatappi a viti in metallo e a maggior ragione dei cavatappi a gas. Non funziona con il corkscrew.Disponibile su Odiazon a euro 45,70 Decanter senza paroleElegante caraffa per decantare il vino, in tutto e per tutto simile a un Riedel Amadeo, che a differenza di un decanter normale va usata in perfetto silenzio, pena la rottura del contenitore e la conseguente dispersione del prezioso liquido. È un oggetto utilissimo soprattutto in taluni ristoranti stellati, dove il sommelier è un rompicoglioni borioso che non smette di dare lezioncine non richieste ai clienti. Dopo aver scelto il vino, chiedete che vi venga scaraffato nel decanter senza parole (che vi sarete portati da casa): il sommelier dovrà accettare per forza. Disponibile su Odiazon a euro 45,70 (curioso, lo stesso prezzo dell’utensile precedente); o all’Ikea, a euro 5,99. Trasportatore antigravitazionaleStanchi di sudare come facchini portando in cantina le scatole dei nuovi acquisti a Barolo o in Côte de Nuits? Per voi c’è il nuovo trasportatore antigravitazionale Tesla. Elaborato con le più avanguardistiche tecniche di controllo dell’inversione geomagnetica, azzera la forza di gravità su pallet, casse, cartoni di vino, permettendo un agile trasporto dei medesimi. Il prototipo si può ordinare nel sito di Elon Musk alla modica cifra di 622.000 euro; sarà disponibile a partire dalla fine del 2041.   Scanner depuratoreFondamentale strumento di igiene mentale. Si tratta di un lettore ottico che – passato su una pagina stampata o uno schermo digitale – intercetta e oscura le frasi false, inesatte, inutili, ridicole, idiote contenute in un testo di tema enologico. È efficacissimo: in certi siti (di “colleghi” fuffaroli, “influencer” paraculi, semplici fessi) tocca un tasso di eliminazione del testo vicino al 80%. Particolarmente valido con i vuoti e supponenti editoriali dei vecchi tromboni in età pensionabile, sui quali interviene spietatamente, con percentuali complessive di cancellazione vicine al 100%. Io non sono certo un influencer, al massimo un raffreddorer. Tuttavia lo scanner depuratore, impiegato in questo mio post (e in alcuni altri…), avrebbe di sicuro parecchio sui cui intervenire.   Si può acquistare da Leflaive Marlin, sui 70 euro.

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