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Quando la zucca incontrò il tortello

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Quando la zucca incontrò il tortello

febbraio 5, 2019

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Sarà quel colore che mette allegria e dà calore, sarà quel suo gusto dolce, morbido, quasi materno che riscalda. Fatto sta che la zucca è sicuramente un ortaggio a cui ci s’affeziona, già solo alla vista, quasi fosse un animale domestico. Non a caso è ben presente nell’immaginario popolare: si pensi alla zucca di Halloween o alla carrozza di Cenerentola, tanto per citare due esempi. La zucca è originaria dell’America centrale e appartiene famiglia delle cucurbitacee (è parente del melone e del cetriolo). Le popolazioni native americane la conoscevano bene e la coltivavano in consociazione con i fagioli e il mais. I fagioli, infatti, permettevano di arricchire il terreno di azoto, il mais dava loro sostegno permettendo ai fagioli di arrampicarsi e la zucca impediva la crescita delle infestanti grazie alla sua capacità di occupare il terreno ricoprendolo di fusti e foglie. Proprio per questo legame così speciale, queste tre piante erano soprannominate le “tre sorelle”. Come pochi altri ortaggi oggi esiste una varietà impressionante di zucche; da quelle cosiddette “estive” che comprendono, ad esempio, le zucchine (cucurbita pepo), a quelle “invernali”, cioè le zucche propriamente dette. Queste sono generalmente piante annuali, dal portamento strisciante e/o rampicante, con grandi foglie cuoriformi, fiori gialli e frutti dalle innumerevoli forme, dimensioni e cromie. Piccole come una mela o grandi ben più di un pallone da basket, possono avere una forma tondeggiante o allungata. La spessa pelle del frutto può presentarsi liscia o rugosa, di un colore che va dal grigio-verde all’arancione passando per il giallo. Si distinguono due specie principali di zucche invernali: la cucurbita maxima e la cucurbita moscata. Tra le varietà della prima specie possiamo citare la Marina di Chioggia, dalla tipica buccia bitorzoluta di colore verde e dalla polpa dolcissima di un bel arancione; la Piacentina, dalla polpa giallo-grigia, soda e zuccherina; la grigia di Bologna, dal sapore di noce, consigliata per preparare marmellate; la Tonda padana, riconoscibile per le costolature pronunciate e il peduncolo grosso e legnoso, molto apprezzata nel Mantovano e nel Cremonese; la Quintale che, come suggerisce il nome, può raggiungere dimensioni considerevoli; l’Hokkaido, dalla forma a pera e il sapore di castagna.

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